
Introduzione personale e del blog
È il 2015, ho 37 anni e una figlia di 2, da tempo oramai il digitale pervade le vite.
Facebook è nel suo periodo di massima espansione, si parla di un picco di un miliardo di persone che in un solo giorno si sono riversate sulla piattaforma social.
Inizio a pensare a come questo potente contenitore possa diventare importante strumento e vetrina anche nella promozione del territorio.
Inizia a farsi largo l’idea di creare qualche cosa.
Amo Stellata, vi risiedo da venti anni, può sicuramente sembrare stucchevole ma mi ha realmente accolto come un figlio.
Purtoppo sono diviso equamente tra il rivoluzionario e il contestatore, caratteristiche, queste, che non ho mai vissuto come un complimento quindi guardo, osservo e, come spesso accade, tendenzialmente faccio al contrario.
Non ho esperienza. Nessuna.
Ho solo uno smartphone e alcuni pupazzetti della playmobil, capite bene che, se confrontate con una comunicazione istituzionale, risultano essere strumenti semplici. Sciocchi.
Comincio timidamente a pubblicare delle fotografie, immagino e ritraggo gli avvenimenti salienti di Stellata poi, con il passare del tempo inizio a pubblicare contenuti molto scarni, semplici mozziconi di informazioni raccattate non ricordo nemmeno dove.
La mia ambizione, devo ammetterlo, è grande, spropositata rispetto al progetto, alle possibilità e alle competenze.
Le prime soddisfazioni arrivano, la strada, e forse il momento, sono giusti.
100, 200, 300 persone iniziano a seguire la neonata paginetta, numeri piccoli è vero ma parlo di un paesino in riva al Po, parlo di storia!
La passione e l’ossessione per la ricerca si acuiscono, i contenuti più strutturati, le informazioni da sviluppare via via più interessanti e impegnative.
Ora, a distanza di 7 anni, ho deciso di raccogliere alcuni degli articoli in un blog…

I miei articoli recenti
- Quando i luoghi smettono di raccontare. Tempo, silenzio e fragilità del paesaggio storicodi Michele Zanconato Ci sono luoghi che non chiedono di essere scoperti.Non perché siano marginali, ma perché sono sempre stati presenti.Territori cresciuti lentamente lungo grandi fiumi, in pianure dove il paesaggio non ha mai conosciuto fratture improvvise. Qui la storia non si è manifestata come evento isolato, ma come sedimentazione continua. Ogni epoca ha aggiunto… Leggi tutto: Quando i luoghi smettono di raccontare. Tempo, silenzio e fragilità del paesaggio storico
- Proposta di interpretazione preliminare del graffito attribuibile a “Mazziotti Alexander detentus” nelle carceri della Rocca di Stellata (1848?)Di Michele Zanconato 2025 1. Premessa metodologica Il presente contributo propone una lettura scientificamente cauta, ma strutturata, di un graffito inciso nelle carceri della Rocca di Stellata e attribuibile—per vicinanza spaziale e prossimità grafica—al soggetto che lasciò l’iscrizione MAZZIOTTI / ALEXANDER / DETENTUS. L’analisi si fonda su tre piani:• morfologico (descrizione delle forme);• iconografico-comparativo (confronto… Leggi tutto: Proposta di interpretazione preliminare del graffito attribuibile a “Mazziotti Alexander detentus” nelle carceri della Rocca di Stellata (1848?)
- Un graffito, un cognome, una storia: un Mazziotti nelle carceri di StellataUn nome inciso nella pietra Nelle carceri della Rocca di Stellata, tra i segni lasciati da prigionieri di epoche diverse, spicca un’incisione:“MAZZIOTTI – ALEXANDER – DETEN…”. Un nome, un cognome, una condizione. Non una scritta qualsiasi, ma la volontà precisa di lasciare memoria di sé in un luogo di confine, di attesa e di sofferenza.Il… Leggi tutto: Un graffito, un cognome, una storia: un Mazziotti nelle carceri di Stellata
- Dalla polenta alla memoria: Filomena, Adele e il dramma della pellagra a StellataFiniti i bagordi ferragostani, riportiamo alla luce una storia dimenticata. In tempi come i nostri, così instabili e fragili, vale la pena ricordare che non è passato poi molto da quando la fame e la malattia segnavano profondamente le nostre comunità. Una malattia silenziosa Oggi viviamo circondati da abbondanza, ma poco più di un secolo… Leggi tutto: Dalla polenta alla memoria: Filomena, Adele e il dramma della pellagra a Stellata
- Stellata e le Stelle: quando Capitan Spaventa fece tappa al SoleA Stellata, la storia non è fatta soltanto di battaglie, confini e trattati. Ci sono anche viaggiatori insoliti, personaggi nati dalla penna di autori capaci di far viaggiare il lettore tra realtà e fantasia. Tra questi, spicca Capitan Spaventa, celebre maschera della commedia dell’arte creata dall’attore Francesco Andreini (1548–1624). Andreini, membro di spicco della storica… Leggi tutto: Stellata e le Stelle: quando Capitan Spaventa fece tappa al Sole
- Quando il Po saliva, Stellata pregavaUn Crocifisso ligneo, un rito dimenticato e una memoria riemersa grazie a una domanda. Qualche tempo fa, durante una conversazione legata ai restauri della chiesa parrocchiale di Stellata, mi fu chiesto se esistessero fotografie d’epoca degli altari. In quel momento non avevo immagini da offrire, ma ricordavo una preziosa descrizione del 1897, redatta da Antonio… Leggi tutto: Quando il Po saliva, Stellata pregava
- Stellata vista dall’alto: il borgo-oppidum dove la difesa diventa urbanisticaUn volo con il drone sopra Stellata regala una prospettiva inedita su questo borgo di confine: dall’alto, le geometrie delle strade e delle piazzette raccontano una storia di ingegno urbano e prudenza militare che ha plasmato il volto del paese nei secoli. Già nel Cinquecento, Stellata era definita nei documenti ufficiali come oppidum, termine latino… Leggi tutto: Stellata vista dall’alto: il borgo-oppidum dove la difesa diventa urbanistica
- Lo stemma del Papa torna a parlare: le api dei Barberini sulla Rocca di Stellatadi Michele Zanconato Con la riapertura al pubblico della Rocca di Stellata, si rinnova anche lo sguardo su uno dei suoi dettagli più emblematici e, fino ad oggi, poco considerati: lo stemma marmoreo di papa Urbano VIII Barberini, scolpito sulla muratura esterna. Un simbolo che, pur non restaurato, torna oggi ad assumere rilievo storico e… Leggi tutto: Lo stemma del Papa torna a parlare: le api dei Barberini sulla Rocca di Stellata