Nel panorama culturale e scientifico del Rinascimento, il nome di Leonardo da Vinci evoca immagini di straordinario ingegno e poliedricità. L’artista, scienziato, e ingegnere si occupò di innumerevoli discipline, dallo studio del volo alla progettazione di armi da guerra, dalle opere artistiche di incommensurabile bellezza a studi minuziosi sull’anatomia umana. Tuttavia, un aspetto della sua vita e del suo lavoro che riceve meno attenzione rispetto ad altri è il suo coinvolgimento con i sistemi difensivi, in particolare quelli fluviali e le fortificazioni delle città-stato italiane. Tra queste fortificazioni, la Rocca di Stellata, un’imponente fortezza sulle rive del Po, potrebbe celare un legame ancora inesplorato con il genio toscano.
Nel 2017, in un post sui social media ho sollevato l’idea che Leonardo possa aver avuto un’influenza o un coinvolgimento nella progettazione o nel miglioramento della Rocca di Stellata. Oggi, arricchendo quella teoria con ulteriori ricerche e confronti storici, è possibile considerare questa ipotesi sotto una nuova luce, anche grazie ai disegni e agli appunti di Leonardo conservati nel Codice Atlantico.

Leonardo da Vinci e gli Estensi: Un Legame Indiretto tra Arte, Politica e Alleanze
Nell’ambito delle mie ricerche, emergono interessanti legami indiretti tra Leonardo da Vinci e la famiglia d’Este, mediati da alleanze politiche e rapporti personali che coinvolsero molti dei suoi committenti.
Ludovico il Moro e Beatrice d’Este
Leonardo lavorò a lungo alla corte di Ludovico il Moro, duca di Milano, che era sposato con Beatrice d’Este, sorella di Alfonso I d’Este, futuro duca di Ferrara. Questo matrimonio non solo consolidò i legami tra Milano e Ferrara, ma rafforzò le alleanze politiche tra le due dinastie. Durante il suo soggiorno alla corte milanese, Leonardo realizzò capolavori come “L’Ultima Cena” e si dedicò a studi ingegneristici e militari. Anche se non ci sono prove dirette di un suo coinvolgimento nel sistema difensivo estense, la sua esperienza nel progettare fortificazioni potrebbe averlo influenzato nello studio di strutture simili.
Isabella d’Este e il Soggiorno a Mantova
Dopo la caduta di Ludovico, Leonardo trovò rifugio presso Isabella d’Este, sorella di Beatrice e marchesa di Mantova. Isabella era una grande mecenate e ammiratrice del lavoro di Leonardo, tanto che gli commissionò un ritratto che, purtroppo, non venne mai completato. Questo soggiorno a Mantova evidenzia i legami tra Leonardo e la famiglia d’Este, mostrando come l’artista continuasse a gravitare intorno alle corti più influenti dell’Italia rinascimentale.
Alfonso I d’Este e le Alleanze Matrimoniali
Un altro legame significativo tra gli Sforza e gli Estensi si trova nel primo matrimonio di Alfonso I d’Este con Anna Maria Sforza, nipote di Ludovico il Moro. Questo matrimonio testimoniava l’importanza dell’alleanza tra Ferrara e Milano, rafforzando il potere politico delle due famiglie.
Dopo la morte di Anna Maria, Alfonso sposò Lucrezia Borgia, un’unione che avrebbe consolidato le alleanze politiche tra gli Estensi e i Borgia
Alla luce di questi elementi, appare chiaro che il legame tra Leonardo e Ferrara merita ulteriori indagini. La sua curiosità, il suo ingegno e il suo interesse per le questioni difensive potrebbero averlo portato a influenzare, direttamente o indirettamente, il sistema fortificato della città estense e delle sue rocche, incluse quelle sulle rive del Po. Il mistero resta, ma come sempre accade con Leonardo, le sue opere e le sue idee continuano a sorprenderci e a sfidare i confini del nostro sapere.
Lucrezia Borgia e l’Alleanza con i Borgia
Il matrimonio tra Lucrezia Borgia, sorella di Cesare Borgia, e Alfonso I d’Este, segnò un importante passo avanti nell’alleanza tra le due potenti famiglie. Leonardo, che lavorò come ingegnere militare per Cesare Borgia, potrebbe aver interagito indirettamente con i territori estensi, comprese le fortificazioni come la Rocca di Stellata, parte del sistema difensivo degli Estensi. Anche se non ci sono prove concrete di un coinvolgimento diretto di Leonardo nella progettazione delle fortificazioni estensi, il suo lavoro per Cesare e i suoi studi ingegneristici lo collocano in un contesto che includeva le strutture difensive della famiglia d’Este
Sebbene Leonardo da Vinci non abbia lavorato direttamente per gli Estensi, le sue collaborazioni con Ludovico il Moro, Isabella d’Este e Cesare Borgia lo legarono indirettamente alla famiglia d’Este. La rete di alleanze politiche e personali che univa Milano, Ferrara e i Borgia potrebbe aver influenzato i suoi studi ingegneristici e militari, inclusa una possibile connessione con il sistema difensivo della Rocca di Stellata.
Mentre mancano prove definitive che colleghino Leonardo alla progettazione diretta della Rocca, i numerosi indizi presenti nei suoi scritti, i rapporti con Ferrara e le somiglianze geometriche tra i suoi disegni e la pianta della Rocca di Stellata fanno riflettere su un possibile contributo del Maestro a queste fortificazioni.
Leonardo da Vinci e gli Este: Innovazione, Strategie e Fortificazioni tra Ferrara e Stellata
L’Italia del Rinascimento fu teatro di continui scontri tra stati e signorie, che portarono a una costante ricerca di soluzioni per difendere i confini e proteggere i territori dalle incursioni nemiche. In questo contesto si inserisce la relazione tra Leonardo da Vinci e la corte estense, in particolare con Ercole I d’Este, duca di Ferrara. Gli Este, una delle famiglie più potenti e influenti dell’epoca, erano noti per il loro impegno nel promuovere le arti e le scienze, e in particolare per la loro attenzione all’innovazione ingegneristica e militare. Il legame tra Leonardo e questa famiglia, sebbene indichi documentato, è uno degli aspetti più intriganti della storia rinascimentale, soprattutto per quanto riguarda la progettazione di fortificazioni strategiche come la Rocca di Stellata.
Il Ruolo di Leonardo e la Corte Estense
Leonardo da Vinci, grazie al suo genio multiforme, si trovò spesso coinvolto in progetti militari e di fortificazione, collaborando con figure chiave del suo tempo. Una delle relazioni più rilevanti fu quella con Cesare Borgia, che lo nominò ingegnere generale durante la sua campagna in Romagna nel 1502. Sebbene Leonardo non abbia operato direttamente sui territori estensi in questo contesto, la sua vicinanza alla corte di Ferrara e la sua collaborazione con altre figure come Biagio Rossetti, architetto al servizio di Ercole I d’Este, indicano che potenzialmente vi furono scambi di idee e progetti che influenzarono entrambi.
Biagio Rossetti giocò un ruolo centrale nella modernizzazione della città di Ferrara, in particolare con l’Addizione Erculea, un imponente progetto urbanistico avviato da Ercole I alla fine del XV secolo. Il coinvolgimento di Rossetti nel progetto per deviare il corso dell’Arno, commissionato a Leonardo nel 1503-1504, è un chiaro esempio di come le tecniche ingegneristiche di Leonardo e la corte estense si fossero intrecciate. Rossetti e Leonardo, entrambi esperti di idraulica e fortificazioni, miravano non solo a migliorare la sicurezza dei territori, ma anche a potenziare le infrastrutture necessarie per il controllo delle risorse idriche e delle vie di comunicazione. Questo rende plausibile l’ipotesi che la corte estense, in particolare attraverso Rossetti, avesse acquisito conoscenze e soluzioni sviluppate da Leonardo da Vinci, specialmente in merito alla gestione delle difese territoriali.
L’Addizione Erculea e la Necessità di Fortificare Ferrara
Uno degli esempi più noti della visione strategica della corte estense fu l’ Adizzione Erculea , realizzata tra il 1492 e il 1505, che rappresentava un’operazione urbanistica senza precedenti in Europa. Dopo la guerra del sale (1482-1484), Ferrara subì un assedio che evidenziava le carenze delle sue difese. Il duca Ercole I, consapevole delle nuove esigenze difensive, incaricò Biagio Rossetti di ampliare la città e di dotarla di un moderno sistema di fortificazioni. L’Addizione Erculea, con la sua disposizione a maglia ortogonale e la costruzione di una nuova cinta muraria, trasformò Ferrara in una delle città più moderne e protette del Rinascimento.
La fortificazione di Ferrara probabilmente fu parte di una più ampia strategia difensiva, che includeva anche altri avamposti strategici come la Rocca di Stellata. Situata lungo il Po, Stellata svolgeva un ruolo cruciale nel controllo del fiume e delle vie commerciali, e fu oggetto di rinnovamento durante il periodo di Ercole I. L’innovazione nelle tecniche difensive, basata su nuove concezioni architettoniche e idrauliche, potrebbe essere stata influenzata dalle soluzioni ingegneristiche elaborate da Leonardo.
La Rocca di Stellata: Un Punto Chiave nella Difesa degli Este
La Rocca di Stellata, costruita in un punto strategico lungo il corso del Po, rappresentava una delle principali difese del Ducato Estense contro le incursioni provenienti dal nord. Dopo la guerra del sale, che vide Ferrara sotto assedio, Stellata necessitava di essere adeguata ai nuovi criteri difensivi. Anche se non vi sono prove dirette di un intervento di Leonardo da Vinci a Stellata, è plausibile che l’influenza delle sue idee su fortificazioni e difese idrauliche abbia indirettamente influito sui progetti di rinnovamento della Rocca.
Leonardo, con la sua esperienza in ingegneria militare maturata sotto Cesare Borgia e nelle numerose città italiane, aveva studiato metodi innovativi per migliorare le fortificazioni, spesso basati sull’uso intelligente delle risorse idriche come ulteriore barriera difensiva. Queste innovazioni furono alla base di molti progetti strategici dell’epoca e potrebbero aver trovato applicazione anche nelle opere di Stellata, grazie alla mediazione di figure come Biagio Rossetti. L’architetto ferrarese, infatti, potrebbe aver tradotto le idee leonardesche in interventi concreti per rafforzare la Rocca e altre postazioni lungo il fiume.
Il Contesto Storico e le Fortificazioni Militari
Nel contesto di continua tensione tra le potenze italiane e straniere, la famiglia d’Este comprese che la difesa dei propri territori doveva basarsi su una combinazione di innovazione tecnologica e gestione delle risorse strategiche. La collaborazione con ingegneri di fama, come Leonardo da Vinci, e la lungimiranza di figure come Ercole I d’Este, permisero alla corte di Ferrara di affrontare queste sfide con successo.
Il periodo successivo alla guerra del sale fu caratterizzato da una riorganizzazione delle difese territoriali e dall’adozione di nuove tecniche architettoniche. La posizione strategica di Stellata e la sua importanza come baluardo lungo il Po fecero della Rocca uno dei principali obiettivi di queste riforme. Sebbene non vi siano documenti che attestano un diretto coinvolgimento di Leonardo in questi progetti, è ragionevole supporre che il flusso di idee e conoscenze tra lui e gli Este, tramite Biagio Rossetti, abbia contribuito a plasmare le fortificazioni di Stellata e dell’intero ducato.
La “Torre di la Stella” di Marin Sanudo: Dalla Rocca possente alla “città stellare”
Prima del XVI secolo, la Rocca di Stellata era conosciuta come “Rocca possente”, una denominazione che sottolineava la sua imponenza e la sua importanza strategica lungo il fiume Po. Questa fortezza aveva il compito di sorvegliare una delle vie fluviali più cruciali per il Ducato di Ferrara, fungendo da baluardo contro le incursioni e da punto di controllo delle rotte commerciali. Tuttavia, una descrizione di Marin Sanudo, cronista della Repubblica di Venezia, ci offre uno sguardo diverso su Stellata, chiamandola non con il nome “Rocca possente”, ma con il termine “Torre di la Stella”.

La testimonianza di Marin Sanudo
Nel 1510, durante uno dei momenti più tesi del conflitto che vedeva gli Estensi schierati contro Venezia nella guerra di Cambrai, Marin Sanudo documentò gli eventi bellici che coinvolsero le principali fortificazioni lungo il Po. Nel suo resoconto, Sanudo utilizza il termine “Torre di la Stella” per descrivere quella che oggi conosciamo come la Rocca di Stellata. Questa scelta terminologica è affascinante e solleva numerosi interrogativi: perché un cronista così attento ai dettagli, come Sanudo, avrebbe usato il termine “Torre” invece di “Rocca”?
La denominazione “Torre” potrebbe riflettere la struttura che appariva più evidente e riconoscibile a Sanudo nel momento della sua osservazione. È possibile che, all’epoca, la fortificazione fosse in una fase di rinnovamento o addirittura di completamento, e che la torre fosse l’elemento principale attorno al quale il resto della struttura si stava sviluppando. La testimonianza di Sanudo potrebbe quindi fornirci un’importante chiave di lettura: la Rocca di Stellata, per come la conosciamo oggi, potrebbe aver subito trasformazioni sostanziali tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI secolo, con una progressiva espansione della struttura difensiva.
Stellata come “oppidum”
Sanudo si riferisce inoltre a Stellata con il termine “oppidum”, che in latino designa un insediamento fortificato. Questo termine, però, non indica semplicemente una struttura militare, ma suggerisce che Stellata, già nel 1510, avesse acquisito un ruolo più ampio, non solo come punto difensivo ma come centro strategico o simbolico. L’uso del termine “oppidum” implica che Stellata non fosse solo un luogo di difesa militare, ma un centro importante per il controllo del territorio e delle vie d’acqua, con funzioni che andavano oltre il semplice controllo militare.
L’idea di Stellata come “città stellare”, suggerita da questa traduzione, introduce un concetto interessante: il legame simbolico tra la forma della Rocca e la sua funzione strategica. Non solo la pianta poligonale della fortificazione richiama la forma di una stella, ma anche il suo ruolo potrebbe essere stato percepito come una sorta di “guida” o “faro” lungo il Po, capace di irradiare il controllo estense lungo il fiume.
Le torri di Ficarolo e il confronto con Stellata
Sanudo descrive inoltre le torri di Ficarolo, situato sulla sponda opposta del Po rispetto a Stellata. Le torri di Ficarolo vengono descritte come “grossissime e basse, rifatte di nuovo”, suggerendo che queste fortificazioni fossero state recentemente ricostruite o modificate. Questo potrebbe implicare che anche la Rocca di Stellata fosse stata sottoposta a lavori di ristrutturazione o miglioramento nel medesimo periodo. Le tecniche costruttive dell’epoca si stavano rapidamente adattando all’introduzione
dell’artiglieria, e ciò potrebbe aver spinto sia Ficarolo che Stellata a modificare le loro strutture per far fronte alle nuove esigenze belliche.
Le descrizioni delle torri e delle fortificazioni di Ficarolo, poste in confronto con Stellata, suggeriscono una rete difensiva ben organizzata lungo il Po, in cui le due rocche, sebbene situate su sponde opposte, operavano in sinergia per proteggere il territorio estense dalle incursioni nemiche. È interessante notare come Sanudo non faccia riferimento esplicito alla “Rocca possente” di Stellata, ma si concentri invece sulla “Torre di la Stella”. Questo potrebbe indicare che la Rocca, così come la conosciamo oggi, vede proprio nella torre elemento non dissimile dalla odierna costruzione.
Evoluzione della Rocca di Stellata
Le mappe e i documenti successivi, in particolare quelli risalenti al XVII e XVIII secolo, mostrano Stellata con una struttura molto più complessa, che comprende sia la Rocca che una torre distintiva. Questo suggerisce che la fortificazione sia stata sottoposta a continui ampliamenti e modifiche nel corso dei secoli. La descrizione di Sanudo ci offre quindi un prezioso punto di riferimento per comprendere l’evoluzione della Rocca: nel 1510, Stellata potrebbe essere stata ancora in fase di ristrutturazione o espansione, con la “Torre di la Stella” come elemento centrale e distintivo del complesso difensivo.
Questa trasformazione da “Rocca possente” a “Torre di la Stella” e, infine, a una più complessa “città stellare” rispecchia le esigenze difensive e strategiche del tempo, nonché l’evoluzione delle tecniche militari. L’importanza crescente del controllo delle vie fluviali e l’introduzione dell’artiglieria pesante resero necessario un ripensamento delle fortificazioni esistenti, e Stellata non fu esente da questi cambiamenti.

La Lettera di Leonardo a Ippolito d’Este
Un aspetto interessante della relazione tra Leonardo e gli Este è rivelato da una lettera inviata da Leonardo a Ippolito d’Este , cardinale di Ferrara, il 18 settembre 1507. In questa lettera, Leonardo chiede al cardinale di intercedere per una domanda personale: una controversia ereditaria con il fratello maggiore, riguardante l’esecuzione del testamento del padre. Nella lettera, Leonardo cerca il favore del cardinale per ottenere giustizia da parte della Signoria di Firenze.
Ecco un estratto della lettera:
“Illustrissimo e Reverendissimo Signore,
il Signor Ippolito, Cardinale d’Este a Ferrara.
Sono arrivato da Milano solo pochi giorni fa e, avendo scoperto che mio fratello maggiore si rifiuta di dare esecuzione a un testamento, fatto tre anni fa quando morì mio padre, e anche, e non meno, perché non vorrei mancare a una questione che ritengo importantissima, non posso trattenermi dal chiedere a Vostra Altezza Reverendissima una lettera di raccomandazione e favore per Ser Raphaello Hieronymo, attualmente uno degli illustri membri della Signoria dinanzi ai quali la mia causa è discussa…”
Questa lettera non solo dimostra il rispetto di Leonardo per Ippolito d’Este, ma anche come egli si rivolgesse ai potenti della corte estense per risolvere questioni personali delicate. È significativo che Leonardo consideri il cardinale una figura influente in grado di garantirgli il sostegno necessario, suggerendo una relazione che andava oltre i progetti ingegneristici e artistici.
La Rocca di Stellata e il Codice Atlantico: Una Connessione Geometrica
La teoria di un coinvolgimento di Leonardo nella progettazione o nel miglioramento della Rocca di Stellata si basa anche su una sorprendente scoperta emersa dall’analisi del Codice Atlantico. Tra i fogli del codice (f. 95 e f. 96), si trova uno schizzo di una fortificazione poligonale che presenta notevoli somiglianze con la pianta della Rocca di Stellata. In particolare, il disegno di Leonardo mostra un angolo di 157 gradi, molto vicino ai 155 gradi della Rocca misurati nei moderni rilievi. La differenza di soli due gradi potrebbe essere dovuta a leggere variazioni nel progetto o all’usura del tempo, ma resta sorprendente la vicinanza tra le due misurazioni.
Lo schizzo in questione è parte di uno studio sulle fortificazioni e sul corretto posizionamento delle bombarde, armi da fuoco molto utilizzate all’epoca. Questi disegni mostrano chiaramente l’interesse di Leonardo per le tecniche militari e per le fortificazioni angolari, caratteristiche delle difese progettate per resistere all’artiglieria, una sfida crescente nel Rinascimento. La disposizione della Rocca, con le sue quattro punte e salienti che formano una stella, consentiva l’incrocio del tiro dall’interno in modo da battere tutto il terreno circostante senza lasciare angoli morti al nemico. Tale sua disposizione risulta coerente con gli studi di Leonardo sul posizionamento delle bombarde, che prevedevano una copertura a tutto campo, ottimizzando l’efficacia delle difese e minimizzando i punti ciechi, un approccio innovativo per l’epoca.



La Rocca, vista come una rosa dei venti
Un’analisi più approfondita della Rocca di Stellata porta a considerare il suo orientamento come un elemento progettato con precisione, quasi simbolico, che richiama la forma di una rosa dei venti. Gli angoli convessi, orientati perfettamente secondo i quattro punti cardinali, non sono casuali ma potrebbero riflettere un approccio strategico avanzato, che integra funzionalità difensiva e studio scientifico dell’ambiente. Questo tipo di attenzione all’orientamento era essenziale nel contesto delle fortificazioni, specialmente lungo il Po, dove le correnti e i venti influenzavano non solo la navigazione, ma anche la difesa e l’attacco.
È in questo contesto che il pensiero di Leonardo da Vinci si inserisce in maniera interessante. Leonardo, con i suoi studi sull’ingegneria militare e sull’uso delle mappe e della bussola, aveva sviluppato una comprensione profonda del territorio e dell’orientamento spaziale. Nei suoi taccuini, troviamo frequenti riferimenti all’uso della bussola per tracciare mappe e progettare edifici, assicurandosi che ogni struttura fosse posizionata in modo ottimale rispetto al paesaggio e ai venti dominanti.

Un Appunto Enigmatico: Giannino e la Torre di Ferrara
Un altro elemento che alimenta questa ipotesi è un appunto annotato nel Codice Atlantico (f. 611), dove Leonardo scrive: “parlare con Giannino, il bombardiere, del perché la torre di Ferrara sia murata senza scappatoie”. Questo riferimento a un bombardiere e alla fortificazione di Ferrara potrebbe indicare che Leonardo fosse effettivamente a conoscenza delle strutture difensive della città estense e, forse, coinvolto nel loro studio o miglioramento.
Il bombardiere, esperto nella gestione delle armi da fuoco, potrebbe essere stato una figura chiave per Leonardo, desideroso di comprendere appieno le capacità difensive delle torri e delle mura ferraresi. Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un’indicazione che il genio di Vinci non limitava il suo interesse alle arti, ma abbracciava anche la scienza militare in tutta la sua complessità.

Leonardo, Le Fortificazioni e Ferrara: Una Storia Ancora da Scrivere
È interessante notare che alcuni studiosi internazionali hanno ipotizzato che Leonardo potesse aver trascorso del tempo a Ferrara già negli anni Settanta e Ottanta del Quattrocento, studiando le fortificazioni locali. La vicinanza geografica e politica tra Milano e Ferrara, unite al legame tra Leonardo e la famiglia d’Este, rendono questa ipotesi credibile. In effetti, l’interesse di Leonardo per le fortificazioni fluviali è ben documentato, e la Rocca di Stellata, posta in una posizione strategica sul Po, avrebbe certamente attirato la sua attenzione.
Conclusione
Il legame tra Leonardo da Vinci e la corte estense, benché mai esplicitamente documentato nelle cronache dell’epoca, si manifesta attraverso tracce storiche e collaborazioni indirette. Il coinvolgimento di Leonardo nei progetti di Cesare Borgia e la sua stretta collaborazione con Biagio Rossetti nel progetto per deviare l’Arno indicano uno scambio di conoscenze che potrebbe aver influenzato anche le fortificazioni di Ferrara e Stellata. La Rocca di Stellata, avamposto chiave del ducato lungo il Po, riflette l’attenzione degli Este per la difesa strategica dei propri confini e la capacità di adattarsi ai nuovi paradigmi militari dell’epoca.
L’opera dell’Addizione Erculea, insieme agli interventi sulla Rocca di Stellata, testimoniano la visione innovativa degli Este e il loro impegno per trasformare il proprio dominio in una fortezza moderna. In questo contesto, l’influenza di Leonardo, anche informare, emerge come un elemento chiave per comprendere l’evoluzione delle fortificazioni rinascimentali e la stretta relazione tra ingegneria, arte e potere.
Conclusione: Il Genio di Vinci, Tra Arte e Difesa
Alla luce di questi elementi, appare chiaro che il legame tra Leonardo e Ferrara merita ulteriori indagini. La sua curiosità, il suo ingegno e il suo interesse per le questioni difensive potrebbero averlo portato a influenzare, direttamente o indirettamente, il sistema fortificato della città estense e delle sue rocche, incluse quelle sulle rive del Po. Il mistero resta, ma come sempre accade con Leonardo, le sue opere e le sue idee continuano a sorprenderci e a sfidare i confini del nostro sapere.
© Michele Zanconato
Fonti:
● Leonardo and the Last Supper, Ross King
● La biblioteca, il tempo e gli amici di Leonardo (Catalogo seconda mostra sui fogli del Codice Atlantico)
● Leonardo da Vinci’s Giant Crossbow, Matt Landrus
● Codice Atlantico, Leonardo da Vinci
● La vera storia dell’uomo Vitruviano, http://www.Focus.it
● EMANUELA FERRETTI
FRA LEONARDO, MACHIAVELLI E SODERINI.
ERCOLE I D’ESTE E BIAGIO ROSSETTI
NELL’IMPRESA «DEL VOLGERE L’ARNO» DA PISA
● Tracce di Leonardo nell’Archivio di Stato di Modena
● Veneranda Biblioteca Ambrosiana
● Leonardiana Pietro C. Marani
● Dalla grammatica del paesaggio alla grammatica del costruito Federica Maietti
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