1598 una Regina a Stellata

È il 1598 e uno dei più importanti regni europei, la Spagna, entra in lutto.

La mattina del 13 settembre Filippo II d’Asburgo, dopo una lunga malattia, muore e in tutte le sue terre – che si estendono dall’Italia alle Americhe – a partire dal mese di ottobre si celebrano le esequie. Dopo quarantadue anni di regno, gli succede al trono l’ultimo nato, Filippo III.

Ma che cosa c’entra tutto questo con Ferrara? E ancora di più: che hanno a che fare questi avvenimenti di una corte lontana con Stellata?

Anche per Ferrara il 1598 è anno di grandi cambiamenti: il 12 gennaio i territori della casata estense passano ufficialmente sotto il dominio dello Stato Pontificio. E’ l’effetto della Bolla “prohibitio alienandi et infeudandi civitates et loca sanctae romanae ecclesiae” di papa Pio V (3 maggio 1567) che vieta l’investitura di feudi ecclesiastici a rami discendenti collaterali.

Nel mese di novembre del 1598 Papa Clemente VIII risiede nella città ducale per annettere formalmente i nuovi possedimenti, garantire un passaggio senza incidenti e tenere a bada la popolazione irrequieta. Inoltre ha intenzione di progettare una nuova fortezza.
Il 15 di novembre, papa Clemente VIII celebra per procura le nozze di Margherita d’Austria e Filippo III, appena succeduto al trono del regno più potente della cristianità. A Margherita, ormai regina, il pontefice, in segno di onore, dona una rosa d’oro benedetta.

Alla cerimonia seguirono tre giorni di festeggiamenti e dopo il pranzo del 18 novembre, la regina Margherita e il suo seguito vengono ospitati dai ministri papali proprio a Stellata dove per l’occasione si prepara un lauto banchetto e si offre al corteo regale ospitalità per la notte nei palazzi e nelle case del borgo.

© Michele Zanconato

Fonti:

  • Supplemento all’Historia della vita del cattolico Re di Spagna Filippo II d’Austria
  • museoferrara.it Età del ghetto
  • enciclopedia Treccani
  • l’indicazione della rosa d’oro è del sacerdote dell’Arcidiocesi di Modena – Nonantola Riccardo Fangarezzi che ringraziamo

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